Il Chianti Classico Riserva 2022 profuma di piccoli frutti rossi, liquirizia e spezie con toni affumicati e tostati a rifinitura. In bocca il sorso è polposo e continuo, dall’articolazione tannica fitta e dal finale persistente, di nuovo su toni fruttati e speziati dai lampi balsamici. In cantina le diverse parcelle del vigneto aziendale vengono vinificate separatamente e maturate poi in legno grande per tre anni. Il Cru La Selvanella è il vigneto più esteso a corpo unico del Chianti Classico: grande all’incirca 50 ettari e piantato a Sangiovese da selezione massale, è posto nei pressi di Lucarelli, nell’Unità Geografica Aggiuntiva di Radda in Chianti, ad un’altezza sul livello del mare che va dai 350 ai 600 metri. I suoli sono di diverse tipologie, ma principalmente caratterizzati dalla presenza del Macigno del Chianti, soprattutto nelle zone più elevate, e da formazioni di Sillano, composto da marne calcaree e galestro, con qualche affioramento di Pietraforte (raro esempio nell’areale). Con la vendemmia 1969, arriva la prima annata del Chianti Classico La Selvanella (che non riportava ancora la dicitura “Riserva”): fu uno dei primi vini della denominazione ad indicare in etichetta il nome del vigneto da cui era ottenuto, e fu scelto nel 1975 nel terziere di Castellina in Chianti come vino rappresentativo della Lega Chianti. La Tenuta La Selvanella fa parte del gigante enoico Gruppo Italiano Vini.
(fp)
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