A fondare la cantina con sede a Breganze - che attualmente conta su 35 ettari a vigneto, piantati con un’ampia combinazione tra vitigni locali e internazionali, producendo complessivamente 600.000 bottiglie - fu Giovanni Maculan nel 1947, cominciando a vendere vino sfuso a terzi. A condurre la rivoluzione qualitativa definitiva fu il figlio Fausto Maculan a partire dal 1973: lui oggi è ancora alla guida dell’azienda insieme alle figlie Maria Vittoria e Angela. Maculan è una realtà vitivinicola che si è distinta storicamente soprattutto per la sua vocazione rossista, con etichette che hanno fatto storia come il “Fratta” (Cabernet Sauvignon e Merlot nato nel 1977). Ma ad affiancare l’innovazione enoica aziendale c’è anche la tradizione: Maculan, infatti, si concentrò fin da subito sulla produzione di vini dolci, valorizzando la denominazione del proprio territorio e l’antica pratica dell’appassimento. Con vini come il Dindarello (Moscato in purezza), il Madoro (a base di Marzemina e Cabernet Sauvignon), l’Acininobili (Vespaiola in purezza botritizzata) e il Torcolato (Vespaiola in purezza). Quest’ultimo nella versione 2023 profuma di miele, agrumi canditi e albicocche, con tocchi speziati di vaniglia. In bocca il sorso è pieno ma al contempo delicato: concede una dolcezza mai stucchevole vivacizzata da una verve acida puntuale, che accentua il finale di nuovo fruttato invogliando al riassaggio.
(gm)
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