Il Bianchello del Metauro Fortunae, prodotto per la prima volta con l’annata 1986, non effettua la fermentazione malolattica e viene maturato in acciaio per 3 mesi. La versione 2025 alterna delicati e fragranti rimandi fruttati e floreali ad anticipare una progressione gustativa vivace e continua, terminando in finale ammandorlato. Umani Ronchi è un po’ l’emblema delle Marche enoiche anche per il suo solido percorso, che l’ha vista nascere come azienda vitivinicola nel 1968 e progressivamente emergere nello scenario enoico non solo regionale. Oggi possiede un parco vigneto ragguardevole - 210 ettari coltivati a biologico - esprimendo un progetto che ha il volto di una famiglia e dando una risposta convincente a chi si chiede se sia possibile unire numeri non confidenziali - le bottiglie prodotte viaggiano ormai nell’ordine dei 3 milioni e mezzo - a tipicità e qualità, con un approccio produttivo solido e costante e una cifra stilistica sobriamente moderna ma mai eccessiva. Merito soprattutto dei Bernetti, dunque, e di uno staff di prim’ordine, affiatato e coinvolto in ogni passaggio. Ma merito anche della natura, traslata soprattutto in una straordinaria varietà, il Verdicchio, e in vigne oggi modello (e che hanno messo radice anche al di là dei confini marchigiani nel 2000, con i vigneti abruzzesi tra Roseto degli Abruzzi e Morro d’Oro, e la realizzazione, sempre a Roseto, di una nuova cantina).
(fp)
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