Entro il 2040 il vino diventerà come “il jazz: amato profondamente da una comunità di appassionati, rispettato universalmente, ma lontano dal mainstream”, secondo l’Intelligenza Artificiale, interrogata da WineNews. A riflettere sul tema, Alberto Mattiacci, docente di Economia e Marketing dell’Università Sapienza di Roma e direttore “Sanguis Jovis”, la “summer school sul Sangiovese” by Fondazione Banfi, a Montalcino. “L’Ai ha ragione: dobbiamo imparare a considerarlo come un prodotto di nicchia, non di massa. Ma il vino, nel mondo, ha un grande futuro se riconoscerà e proteggerà la propria identità distintiva come prodotto alcolico alternativo agli altri”.
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