A WineNews le riflessioni di un decano della ricerca del vino italiano, prendendo spunto dagli anticipi record in Champagne, Borgogna e Alto Adige. “La viticoltura sta cambiando rapidamente, andiamo verso una situazione in cui il vero problema sarà la scarsità di acqua. Dobbiamo lavorare ad una viticoltura che ne richieda meno, e che abbia un impatto energetico e ambientale minore, lavorando su vitigni e nuove zone, come quelle appenniniche per esempio. Questa è la nuova vocazionalità. E anche i disciplinari devono adattarsi, perchè le regole servono, ma sono fatte anche per cambiare”.
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