Sul consumo e sul business del vino in Usa, il primo mercato, pesano i dazi, il cambio euro/dollaro, un’economia americana non florida, il salutismo, il cambiamento demografico e non solo. Con 1,5 miliardi di euro nei primi 10 mesi 2025 (-5,6%), l’export cala, ma non crolla, e il 2026 sarà un anno di stabilità o di lieve ritorno alla crescita, secondo il sentiment, raccolto da WineNews a Wine Paris, di importatori big come Lia Tolaini (Banville Wine Merchants), Francesco Giovannini (Prestige Wine Imports), Roberta Corrà (Frederick Wildman & Sons) e Travis Robb (Terlato Wines).
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