A WineNews, Denis Pantini, responsabile Wine Monitor Nomisma: nel 2025 il vino italiano “ha perso un 3,7% in valore, però la Francia è andata sotto del 4%, la Spagna del 5%, l’Australia del 15%, il Cile del 10% e gli Stati Uniti più del 33% dell’export. In Germania e Brasile, poi, siamo andati bene: in qualche modo, l’Italia ha retto”. E, per il 2026, per quanto arduo sia fare previsioni, pensa che “se i mercati dove abbiamo perso di più rimbalzassero, migliorasse la situazione geopolitica e ci fosse maggior fiducia del consumatore italiano, non dovrebbe chiudersi in negativo”.
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