Sono 34 gli ettari che Diego Morra coltiva a vigna nel Barolo, distribuiti fra i comuni più a nord della denominazione: Verduno (nelle menzioni di Monvigliero, San Lorenzo di Verduno, Breri, Massara, Boscatto, Neirane e Campasso), La Morra (con Silio, Castagni e Santa Maria) e Roddi. Sono piantati - per metà quasi - a Nebbiolo, poi Pelaverga, Dolcetto, Barbera e Chardonnay. L’età media delle vigne è di 45 anni, ma le più vecchie raggiungono gli 85 anni. Affondano le radici su suoli molto antichi e fini, ricchi di calcare e fossili da precipitazioni marine (Marne di Sant’Agata), aggiunti a vene gessose (fra Verduno e La Morra) che fertilizzano il terreno. Le foglie e i grappoli, invece, godono delle freschi correnti che salgono dal limitrofo fiume Tanaro, capace di attenuare le annate calde, come la 2022, dove sono state d’aiuto anche decisioni dirimenti in vigna - come la gestione del suolo a ridosso delle poche piogge o la protezione dei grappoli con l’apparato fogliare - e in cantina, con tempi di macerazione attenti. Il risultato sono vini che non hanno tradito lo stile aziendale in termini di complessità e finezza. Il Barolo del Comune di Verduno 2022 (da Verduno, Massara, Boscatto e Breri) ha la trasparenza viva del Nebbiolo, coi suoi profumi delicati di fiori appassiti, ciliegia, arancia e note mentolate presenti anche al sorso, che, setoso e rinfrescante, si allunga instancabile, floreale e pepato.
(ns)
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