A WineNews, Giovanni Manetti, presidente Consorzio del Chianti Classico che, con la preoccupazione di chi naviga in “un mare estremamente agitato”, sottolinea come “dopo il primo semestre 2026, i nostri volumi di vendita sono in linea con il 2025”. Ma il futuro, per Manetti, è di calo globale della domanda e fortissima selezione sui mercati. Le chiavi per sopravvivere ? Identità territoriale e “anima”, come diceva il “maestro” Veronelli, ovvero approccio artigianale e cura del dettaglio. E, pur ribadendo l’importanza dell’enoturismo, “l’obiettivo principale resta il presidio dei mercati”.
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