Se avete modo, leggete la scheda tecnica di questo vino di Cantine Florio: sarà probabilmente la più romantica che avrete mai incontrato. In passaggi articolati, non eccessivamente sintetici, ma essenziali, rivelano il concetto che sta dietro alla produzione del Marsala - di cui Cantine Florio è storico produttore - e di conseguenza anche del Vino Bianco Florio. Il Leitmotiv è duplice ma indissolubile: l’osare e il tempo; entrambi non vanno molto lontani se presi singolarmente, in effetti. Per fare Marsala bisogna osare in vigna, in modo da raggiungere un maturo patrimonio polifenolico; bisogna anche osare in cantina, estraendo tutta l’anima dall’acino da far fermentare in cemento con irregolari ossigenazioni, “per creare un vino dal carattere ricco e sapido, dall’alta gradazione alcolica e dall’intenso profumo di campi fioriti e mare”. Per tutto questo ci vuole pazienza, ma in mezzo c’è questo vino bianco non filtrato, uscito dal processo, che ora chiede a noi il tempo del coraggio per apprezzarlo, così carico di ginestra, menta, melone e iodio, dalla bocca calda, morbida e sapida, che aderisce sulla lingua rilasciando salsedine.
(ns)
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