Ci sono il Merlot e il Cabernet Sauvignon, il Refosco e il Cabernet Franc, ma anche la Malvasia e il Pinot Grigio, lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc, il Verduzzo e il Friulano fra i vitigni coltivati dalla famiglia Gall - nello specifico oggi da Stefano Gall e Elisa Colautti - nei loro 10 ettari vitati, distribuiti fra il Collio di Cormòns e il territorio dell’Isonzo. Tutti sono vinificati in purezza: in vasche d’acciaio i bianchi, in vasche d’acciaio e botti di rovere i rossi. “Targati” Collio sono il Merlot, il Cabernet Franc, il Pinot Grigio, il Sauvignon Blanc e il Friulano, che crescono in due zone distinte: limitrofe all’azienda, ai piedi del Monte Quarin, e più a sud, in località Pradis. Il Friulano 2024 profuma di pietra focaia, cedro e mandorla, con un cenno di iodio. Un naso riservato, che anticipa invece un sorso vitale: morbido in ingresso, avanza agrumato e astringente al palato con un tocco pepato, chiudendo su note dolci di cedro in caramella e fresche di mandorla cruda. Stefano Gall nel 1996 ha preso in mano l’azienda di famiglia che esiste dal 1932, grazie a Pierantonio Gall, che decide di stabilirsi proprio fra “terre e aria buone” ai piedi del Monte Quarin per fare il contadino. Merlot e Friulano furono i primi vitigni piantati, ma c’erano anche mucche e cereali (mais, soia e frumento rimangono ancora oggi). Negli anni si sono aggiunti terreni e vitigni e, dal 1993, una nuova cantina.
(ns)
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