Non semplici consumatori, ma i nuovi protagonisti di un mondo che sta cambiando pelle. Ma questa presunta distanza tra i giovani e il vino è reale, o è solo un “calice mal interpretato”? Lo abbiamo chiesto, ancora una volta, ai giovani ragazzi, incontrati a Vinitaly 2026. Tra chi si dice “appassionato” e vorrebbe “avere una cantina”, a chi contesta una comunicazione “troppo sofisticata” e per la quale servirebbe un linguaggio “più pratico e quotidiano”, senza dover affidarsi “agli amici che ne sanno”. I No-Low ? “Sono molto innovativi, ma non li definirei vino”.
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