Una sorpresa che non è una sorpresa perché “Lady Amarone” ha dimostrato già tante volte di avere le idee chiare sulla sua versione di Valpolicella. Con l’emancipazione definitiva dalla sua famiglia (e azienda) di origine nel 2024, Villa della Torre diventa il luogo migliore per dimostrarlo: una villa rinascimentale nel paese di Fumane con brolo annesso, che custodisce 10 ettari di vigna, tutta dedicata all’Amarone. Ormai alla sua terza edizione, l’Amarone di Villa della Torre - come le altre etichette, del resto - risulta sempre più definito e chiaro. Non tanto nei profumi, nella trama e nel colore (che in effetti lo sono), ma nell’interpretazione più contemporanea (e allo stesso tempo più antica) dei vitigni della Valpolicella. La versione 2021 gioca su tonalità chiare, appunto, ma fitte: non un vino leggero, ma un vino nitido. Con profumi di fiori appassiti, visciole, note di muschio e iodio, il naso è più balsamico che dolce e anticipa un sorso dalla trama fine ed elegante, floreale e agrumato, ravvivato dalla dolcezza acidula dei frutti di bosco e dalla freschezza delle erbe aromatiche spontanee.
(ns)
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