Sono i fratelli Lucia e Paolo Banchini con il più recente arrivo in azienda dei figli di Paolo, Alex ed Ester, a condurre questa realtà, nata a negli anni Ottanta del secolo scorso grazie all’impegno di babbo Giuseppe. Siamo nel settore sud-est della denominazione del Brunello di Montalcino. I vigneti aziendali - dislocati s una superficie di 50 ettari - dimorano in vari appezzamenti, ad un’altezza sul livello del mare che oscilla tra i 250 e i 350 metri, insistendo in aree poste tra Castelnuovo dell’Abate, l’abbazia di Sant’Antimo e la strada che riconduce a Sant’Angelo in Colle: rispondono ai nomi di “Ferraiole”, “Egle”, “Contessa”, “Colombaio” e “Vigna di Pianrosso”. Le uve sono vinificate separatamente e successivamente assemblate (tranne quelle di “Vigna di Pianrosso”, che danno vita al Cru di Brunello omonimo) e producono vini generosi – complessivamente 300.000 bottiglie all’anno - dalla cifra stilistica sobriamente moderna e di non trascurabile potenza, che trova un’ulteriore salvaguardia in maturazioni soprattutto in legno grande e cemento a seconda della tipologia delle etichette. Il Brunello di Montalcino Pianrosso 2021, vinificato parte in cemento e maturato in legno grande, profuma di frutta rossa matura, erbe aromatiche e spezie. In bocca il sorso è polposo e caldo, dai tannini pronunciati e dallo sviluppo avvolgente, terminando in un finale ampio dai ritorni fruttati e speziati.
(gm)
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