A WineNews, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi: “si continua a sostenere che il vino è dannoso, quando, se consumato con moderazione, non lo è. Serve reagire concretamente, insieme, o il settore declinerà inesorabilmente”. Specie in un periodo “non bello”, tra “guerre, crisi economiche e sociali, dazi e molti altri elementi”, pur ricordando che il vino è “parte della nostra storia e cultura, e lo sarà del nostro futuro”. Attenzione, però, a non trascurare i giovani: perderli sarebbe “un colpo mortale che va ben oltre i dazi, le crisi e le guerre” per il vino di domani.
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