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TRUFFA

Contraffazione, produttore di Barolo condannato a 6 mesi e 6.000 euro di multa

Barolo Docg prodotto fuori dalla zona di produzione, false dichiarazioni riportate sui registri di vinificazione dell’azienda
BAROLO, IMBOTTIGLIAMENTO FUORI ZONA, TRIBUNALE DI ASTI, TRUFFA, Italia
I vigneti di Barolo

Il titolare di un’azienda vitivinicola della provincia di Cuneo è stato condannato a 6 mesi di reclusione e 6.000 euro di multa per contraffazione di Indicazioni Geografiche Tipiche e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. Al termine di un’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti, il Nas Carabinieri di Alessandria ha infatti scoperto che il titolare dell’azienda vendeva come Barolo Docg il suo vino, quando invece parte delle operazioni di vinificazione erano state effettuate in un altro stabilimento dell’azienda, situato in un’area non riconosciuta dal Disciplinare di Produzione del vino Barolo Docg. L’azienda è la Giribaldi di Mario Giribaldi, a Rodello. Il vino ottenuto, secondo il Tribunale, sebbene non avesse i requisiti per assurgere alla Denominazione di Origine, è stato presentato come atto a divenire Barolo Docg ed etichettato come Barolo Docg, a seguito del riconoscimento ottenuto dall’Organismo certificatore, tratto in inganno dalle false dichiarazioni riportate sui registri di vinificazione dell’azienda, indicanti operazioni inesistenti, di fatto mai avvenute presso la cantina autorizzata.

Il vino, quindi, anche se con le caratteristiche intrinseche del Barolo Docg, per materia prima utilizzata e procedura seguita, è stato ottenuto in violazione alle norme imposte dal Disciplinare di produzione, e la condanna del titolare risulta essere la prima nei confronti di un viticoltore ritenuto responsabile di aver violato le norme contenute nel disciplinare di produzione, introdotte dagli stessi produttori per qualificare e valorizzare il particolare prodotte di quell’area geografica. Con il provvedimento giudiziario, il Tribunale di Asti ha inoltre disposto la confisca e distruzione dei contrassegni di Stato e registri di cantina, sottoposti a sequestro nel corso delle indagini preliminari, nonché di 258 ettolitri di vino atto a diventare Barolo Docg di varie annate, 692 bottiglie di vino falsamente attestato Barolo Docg, per un valore complessivo di 270.000 euro.

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